A prima vista, La tavola di Juan Gris sembra una natura morta smontata e rimontata da qualcuno con una mente estremamente precisa. Il piano di un tavolo si inclina verso di te. Frammenti di giornale, uno spartito e la curva di una chitarra scivolano uno sull'altro come carte sparse su un tavolo. Nulla sta dove la prospettiva vorrebbe, eppure l'insieme risulta calmo, equilibrato, quasi inevitabile. Realizzata nel 1914 e oggi conservata al Philadelphia Museum of Art, è una delle finestre più chiare su ciò che il cubismo cercava davvero di fare.

Lo spagnolo nel palazzo di Picasso

Juan Gris non nacque Juan Gris. Il suo vero nome era Jose Victoriano Gonzalez-Perez, ed era nato a Madrid. Da giovane si trasferì a Parigi, dove prese uno studio al Bateau-Lavoir, il famoso edificio sgangherato di Montmartre in cui viveva e lavorava anche Pablo Picasso. Quell'indirizzo lo mise al centro dell'esperimento artistico più radicale del secolo. Mentre Picasso e Georges Braque inventavano il cubismo a pochi passi da lui, Gris osservava, assorbiva e preparava in silenzio la propria versione.

Viene spesso definito il terzo grande cubista, dopo Picasso e Braque. Ma non fu mai un semplice seguace. Dove gli altri due lavoravano d'istinto e improvvisazione, Gris era il più sistematico dei tre. Affrontava un quadro come un architetto affronta un edificio: prima la struttura, poi i dettagli inseriti al loro posto. Quella disciplina dà alle sue opere una chiarezza che le distingue dal resto del movimento.

Un quadro fatto di carta e carboncino

La tavola non è un dipinto convenzionale. È un papier collé, un collage costruito con pezzi di carta incollata combinati con il disegno a carboncino. Parte della carta è stampata. Gris ha incluso un vero giornale, così un frammento del mondo quotidiano si posa direttamente sulla superficie dell'opera: non rappresentato, ma fisicamente presente.

Questo cambia il modo in cui la guardi. In una natura morta tradizionale tutto è illusione: il legno dipinto finge di essere un tavolo, la carta dipinta finge di essere una lettera. In La tavola, la carta vera recita il ruolo della carta, e le linee disegnate fanno il resto. Il confine tra l'oggetto e la sua immagine comincia a sfumare, e Gris sembra divertirsi con questa confusione. L'opera pone una domanda maliziosa: se l'immagine di un giornale può essere fatta con un giornale, che cos'è esattamente un'immagine?

Il cubismo sintetico, spiegato semplice

La tavola appartiene alla fase che gli storici dell'arte chiamano cubismo sintetico. La fase precedente, il cubismo analitico, scomponeva gli oggetti. I pittori frantumavano un violino o un volto in piccole sfaccettature, lo esaminavano da molte angolazioni contemporaneamente e lo rendevano in marroni e grigi smorzati. I risultati erano affascinanti ma spesso quasi illeggibili.

Il cubismo sintetico invertì il processo. Invece di scomporre le cose, gli artisti costruivano le immagini partendo da forme piatte e semplici. Un piano curvo diventa una chitarra. Un rettangolo di carta stampata diventa un giornale su un tavolo. Le forme sono più grandi, i colori più chiari, le composizioni più facili da leggere. Gris costruisce questa natura morta come un compositore costruisce un brano musicale, con piani sovrapposti, forme ritmiche e toni calibrati con cura. La chitarra, lo spartito e il piano del tavolo convivono in una realtà rimodellata dall'intelletto più che dall'osservazione diretta.

Come il collage ha cambiato ciò che un quadro poteva essere

È difficile sopravvalutare ciò che il collage ha fatto all'arte occidentale. Per secoli un quadro era una finestra: guardavi attraverso la superficie dentro uno spazio immaginato. Quando i cubisti cominciarono a incollare carta sulle loro opere, ruppero quella finestra per sempre. La superficie stessa divenne il soggetto. I materiali della vita di tutti i giorni, carta di giornale, carta da parati ed etichette stampate, potevano ora entrare direttamente nell'arte.

Quasi tutto quello che è venuto dopo deve qualcosa a quel gesto. L'assemblaggio, il fotomontaggio e gran parte dell'arte contemporanea risalgono a quei pochi anni prima della Prima guerra mondiale in cui Picasso, Braque e Gris iniziarono a tagliare e incollare. Gris portò nella tecnica la sua consueta eleganza. In La tavola nulla sembra casuale. Ogni frammento è collocato con la cura di chi risolve un'equazione, e l'opera finita è la prova del suo impegno per la chiarezza dentro la frammentazione.

Un puzzle di un quadro che è già un puzzle

C'è una piacevole ironia nel trasformare La tavola in un puzzle. Gris realizzò l'opera tagliando i materiali in frammenti e componendoli in un insieme. Un puzzle fa esattamente la stessa cosa, solo al contrario e poi di nuovo in avanti. Disperdi l'immagine, poi la ricostruisci pezzo per pezzo, seguendo gli stessi bordi e gli stessi piani che Gris disegnò e incollò più di un secolo fa.

Il collage cubista si rivela un materiale meraviglioso per i puzzle. Le forme sovrapposte, i cambi di texture tra carboncino e carta di giornale e la forte geometria interna ti danno veri punti di riferimento per orientarti. Ogni pezzo che posizioni ti insegna qualcosa su come la composizione si incastra. Puoi provarci tu stesso: La tavola è inclusa nella collezione gratuita Amanti dell'arte di Artizen, così puoi ricomporre la natura morta di Gris sul tuo schermo e sentire, nel tuo piccolo, con quanta cura è stata costruita. Artizen è scaricabile gratis dall'App Store.

Gris morì giovane, a 40 anni, ma il suo cubismo freddo e metodico non ha mai smesso di influenzare i pittori. La tavola lo mostra al culmine di quel potere silenzioso, mentre tiene insieme i frammenti con nient'altro che intelligenza e colla.

Altre storie dalla collezione: leggi quella del ritratto di Josette Gris e quella della Gioconda, oppure sfoglia tutte le 12 storie di dipinti.